In Sardegna, il legame con i propri coetanei — i cosiddetti feralis — è da sempre un valore profondo e irrinunciabile. A Bari Sardo, tuttavia, questo senso di appartenenza si trasforma in un vero e proprio patto di cura verso la propria comunità. Raggiungere il traguardo dei 50 anni non è soltanto un traguardo personale da festeggiare, ma segna il momento esatto in cui un’intera generazione viene chiamata a fare la propria parte, formando lo storico comitato incaricato noto come “Is Feralis”.
Un onore e un onere per la comunità
L’impegno principale e più atteso del comitato Is Feralis si concentra attorno all’8 settembre di ogni anno. In questa data, infatti, Bari Sardo celebra la Festa della Patrona, la Beata Vergine di Monserrato. Il comitato ha il compito di gestire un programma variegato e ricco che corona quattro intensi giorni di festeggiamenti, facendo convivere in perfetta armonia le solenni cerimonie religiose e le immancabili manifestazioni civili.
Custodi dello spirito bariese
Essere parte del Comitato non significa semplicemente “organizzare un evento”, ma diventare per un intero anno il cuore pulsante e aggregante del paese. Attraverso il duro lavoro, le raccolte fondi, l’ideazione del calendario e la tradizionale lotteria, i cinquantenni di Bari Sardo dedicano il loro tempo libero per regalare a concittadini e visitatori momenti indimenticabili.
È un lavoro di squadra che rinsalda amicizie nate sui banchi di scuola, ne crea di nuove e, soprattutto, tramanda alle generazioni più giovani l’importanza del volontariato, del sacrificio e dell’amore per le proprie radici. Al termine dei festeggiamenti, con orgoglio e un pizzico di nostalgia, il testimone passerà ai feralis dell’anno successivo, mantenendo intatta una catena ininterrotta che tiene viva l’anima di Bari Sardo.

